CONCORSO SCRITTORI DI CLASSE 2015

Adolescenti… che scrivono…  INTERVENTO DEL PROF. GIUSEPPE CURSIO PEDAGOGISTA - SOCIO SIREF

  1. Perché scrivere?

Scrivere è imparare a raccontare le piccole cose del quotidiano,  il racconto di fatti apparentemente insignificanti, la ricostruzione di frammenti incompiuti di vita ; tutto questo può sviluppare   l’attenzione: “la preghiera naturale dell’anima”.[1]

L’atto dello scrivere  è un modo di farsi carico di sé, di prendersi a cuore, è ricerca sociale, è autoanalisi, l’atto dello scrivere  potrebbe diventare quella distanza che consente allo studente –adolescente di pensare il “pensato”, quel incessante bisogno da parte dell’adolescente di dare ragione dei suoi tumulti emozionali. Scrivere è fermarsi, provare a balbettare risposte circa il proprio essere al mondo, il progetto personale; scrivere è passare nel buio del non conosciuto, del misterioso.

Lo scrivere è l’ultimo atto di un interminabile processo interno che va accompagnato da adulti significativi: imparare a maneggiare il senso del vuoto, imparare a scrivere delle proprie speranze e delle proprie disavventure. Dentro lo scrivere c’è la lettura di storie, il leggere biografie, l’entrare in contatto con esperienze che sviluppano disponibilità al cambiamento. Il groviglio del sentire può essere “mentalizzato” grazie a questa incessante operazione del trovare le proprie parole per raccontarsi. Il bisogno esplorativo dello studente, può essere tracciato da questi segnali dell’alfabeto, da parole che hanno corpo, parole che trasformano eventi in esperienze. Scrivere è imparare a meta riflettere, imparare ad apprendere dall’esperienza, quel groviglio diventato parola perché fatto rinascere dalla scrittura. Faticoso e incessante prendere posizione, sviluppare il proprio punto di vista per non nascondersi nei meandri del collettivo, dell’indifferenziato. In questo percorso, lo studente ha bisogno di essere accompagnato e la scuola può diventare la piazza della memoria, il luogo dell’imparare a scrivere, il luogo del prendersi del tempo, il luogo della lentezza. Scrivere può aumentare lo spazio della libertà interiore, lo spazio del rispetto delle differenze.

Promuovere una scuola come luogo produttore di un’esperienza indelebile nella vita di chi la abita è farne “trampolino di lancio” per un futuro all’insegna di consapevolezza e di intelligenza autobiografica , scrittori facenti parte di una comunità civile pensante. Il sapere, a queste condizioni, dà sapore alla vita. In questo discorso, ci troviamo in una scuola che sviluppa comprensione profonda. In questa dinamica di scrittura , il processo di apprendimento è un incontro con la biografia del testimone autorevole, che sia Dante o Ungaretti oppure Einstein, un incontro con la biografia – vita dello studente – e un incontro con la storia dell’insegnante .

Grazie a questa sua consapevole presenza,  l’adulto potrebbe aiutare l’adolescente a costruirsi persona, a diventare disponibile ai cambiamenti. Accompagnare lo studente potrà significare allora mettersi nella condizione di scrivere la propria autobiografia oppure provare a dare parola a quel evento misterioso e bello che è il processo dell’apprendere. Ognuno con la sua penna sviluppa il personale processo di individuazione, ognuno con il suo modo particolare di premere la penna tra le mani compie quel faticoso travaglio che lo distanzia dalle figure significative, quel misterioso cammino di separazione e individuazione. Con la penna, con l’atto dello scrivere si risveglia il desiderio di osservare il mondo attorno a sé. Noi sappiamo quanto sia importante per lo studente  il gruppo dei pari: scrivere in classe e condividere può risultate utile per sconfiggere i fantasmi della vergogna e la paura di sbagliare. Lo scrivere può risultare una particolarissima strada di educazione alla libertà e al rispetto delle differenze.

 

Si scrive …se destiniamo un tempo fecondo alla lettura, guardare altri punti di vista sul mondo, rubare speranza ad altri scrittori, addomesticare la paura del futuro ascoltando testimonianze di libertà…

2.Che cosa pensiamo quando pronunciamo la parola adolescenza?

In questa visione di adolescenza che senso ha scrivere?

 

Vi presenterò in sintesi l’ipotesi di Daniel J. Siegel professore di psichiatria dell’Università della  California a Los Angeles.

 

2.1L’adolescenza è uno stato della mente!

Non è solo un   periodo cronologicamente segnato ( 12 -24 anni o altre ipotesi)

    1. L’adulto che vuole continuare ad essere vivo e creativo dovrà avere contatto e sviluppare il suo stato mentale adolescente. Dovrà diventare cioè adultescente! Dovrà prendersi la responsabilità di “ scrivere della sua adolescente” per sviluppare questo contatto creativo.

I cambiamenti che avvengono a livello cerebrale nei primi anni dell’adolescenza predispongono alla comparsa di quattro caratteristiche mentali:

  • la ricerca di novità,

  • il coinvolgimento sociale,

  • una maggiore intensità emotiva,

  • l’esplorazione creativa.

 

Proviamo a sintetizzarne gli aspetti essenziali:

La ricerca di novità ( aspetti di risorsa) man mano che la sperimentazione della novità si affina questi adolescenti sono flessibili al cambiamento e sperimentano la passione di vivere.

( Aspetti problematici): la ricerca di sensazioni forti ed una maggiore propensione al senso del rischio,

 dare spazio inoltre all’eccitazione e al brivido…

questa impulsività può tradursi in gesti poco pensati, gesti in cui non si è nelle condizioni di prevederne gli effetti.

Che ruolo assume la scrittura? La lettura? In questo particolare stato mentale dell’adolescenzae cioè  la ricerca di novità?

La scrittura può dare confine e contenimento a questa ricerca di sensazioni forti, con la scrittura la battaglia mentale che l’adolescente vive può essere “bonificata”

Ne la “ Battaglia di silvania” scritta da un adolescente scrittore emerge per esempio questa ricerca di sensazioni forti, che proprio attraverso la scrittura sono in qualche modo contenute, rappresentate  ma non  agite..

Ecco cosa dice lo scrittore: “ Era l’anno 1456, a quel tempo noi ragazzi, raggiunta la maggiore età eravamo costretti ad entrare nell’esercito ed andare in guerra(…)

All’alba vidi tantissimi cadaveri(…)

In questo testo emerge anche il bisogno che l’adolescente ha di essere riconosciuto dagli adulti:

“ Un’ora dopo fui convocato dal generale in caserma che mi disse: “ Tu hai talento, ti nomino comandante del plotone A”

In questo testo sono  simbolizzate anche le grandi battaglie mentali che l’adolescente vive .

Un  altro brano che dice…voglia di cambiamento… e ricerca di novità : eccolo..

 “ Mio fratello era più grande di me di due anni. Così, nel 1962, quando io avevo quattordici anni e lui sedici, mi disse che era stufo. Non ce la faceva più con quella vita, voleva viaggiare, conoscere, non voleva più vedere mamma lucidare, ancora e ancora quello specchio, come non voleva più sentire odore di alcool ogni volta che Finlay ( Fenley) apriva bocca.”

Lo scrivere è ricerca dell’oltre e dell’altro…lo scrivere è ammettere le proprie disavventure e le proprie scelte sbagliate, lo scrivere è una confessione laica delle proprie disattenzioni cioè della propria umanità…lo scrivere…l’aspettare l’amore di un tempo.

“Nella vita ognuno ha un amore..diverso da quello che ti sta accanto… dice una scrittrice…”

 

  • Seconda dimensione dello stato mentale adolescente:

Il coinvolgimento sociale:

L’intensificarsi delle relazioni con i coetanei ed il  formarsi di nuovi rapporti di amicizia.

L’amicizia diventa una profonda esperienza di interiorità: Risorse: l’amicizia come relazione di sostegno. L’amicizia :la nuova famiglia emotiva.

Limiti

I ragazzi che si isolano dagli adulti, che vanno contro gli adulti potrebbero essere più propensi a comportamenti a rischio.( Quando si è soli il modo per essere visti è anche un urlo senza senso oppure un gesto pericoloso) E’ importante nella relazione con gli adolescenti sviluppare una reciproca dipendenza: dare e ricevere aiuto.

La scoperta dell’amicizia come prova generale per entrare nel mondo bello e misterioso del proprio se, e del  femminile.

Ecco cosa dice uno scrittore:

Le ragazze! alle medie non c'erano più bambine, c'erano ragazze, anche quelle che avevi visto compagne nel tuo istituto fino all'anno prima, alle medie subivano una metamorfosi, straordinaria, le forme si arrotondavano, la memoria si assottigliava, anche se avevano solo un' anno più di te…

 

Terza dimensione dello stato mentale dell’adolescenza

L’esplorazione creativa

Capacità di pensiero e ragionamento astratto , capacità di risolvere problemi con strategie uniche e personali, fuori dagli schemi. Produttori di nuove idee e costruttori di innovazione.

Risorse: sviluppa capacità di pensare, immaginare e interpretare il mondo con l’obiettivo di creare condizioni per il cambiamento di se e degli altri.

Da grande disegnerò Spiderman

La scrittrice mette in parole una forte esperienza di interiorità e presa di contatto con le sue verità profonde:

“Una ragazza, al centro della stanza, al centro dell’aula, canta –senza una base musicale- la voce , la sua ,penetra nell’anima del protagonista.” L’amicizia avvolta da una voce che risveglia l’interiorità…e nel racconto le domande fondamentali:

da quanto tempo non faccio una cosa che realmente piaccia a me e non a mia madre?

Cosa è successo ? Quando ho smesso di credere di poter avere una passione?

La scrittura spiazza con le domande fondamentali, escono come quando fuori c’è il sole e all’improvviso scoppia un temporale…

Leggere, incontrarsi con stregoni  principesse e persone normali.

  1. Era una notte d'inverno fredda, come le altre notti.

    Mi svegliai e non sapendo cosa fare decisi di leggere un buon libro, ma mi accorsi che avevo letto e riletto centinaia di volte tutti i libri, sempre belli, sempre affascinanti, sempre...sempre!

  • . Non si possono descrivere i libri: ogni libro è diverso, no anzi è unico! Un libro può farti viaggiare in posti fantastici pieni di stregoni o regine cattive, ma anche di fate, principesse e principi. I libri parlano anche di persone normali che fanno cose normali, come tutti noi, che scopriamo noi stessi magari viaggiando o semplicemente cambiando stile di vita. Un libro riesce a farti scoprire emozioni che credevi non esistessero in te o che, magari, erano semplicemente nascoste sotto una dura corazza di ferro

Nella dimensione creativa dell’adolescente può abitare una ferita:

Limiti: persone estremamente sensibili con vulcani emotivi che scoppiano in ogni momento , adolescenti che possono isolarsi….ecco perché l’adulto deve essere una sentinella. In classe, negli ultimi banchi a scuola può nascondersi un creativo che ha paura delle sue qualità! Uno che ha paura di pronunciare il suo verso!

Quarta dimensione dello stato mentale adolescente

Maggiore intensità delle emozioni

Risorse: le emozioni intense sviluppano  il gusto della vita.

Limiti

Reattività e sbalzi di umore improvvisi

Nell’atto dello scrivere possiamo raccontare le emozioni fondamentali: gioia, paura,tristezza,rabbia,noia,…è necessaria l’educazione al riconoscimento delle emozioni , è necessario imparare ad accogliere e quindi abitare dentro di se tutta la gamma delle emozioni senza escludere, senza rimuovere…noi abitiamo l’umanità in ogni attimo, nel tempo che ci è stato regalato dalla vita…in questi attimi è importante saper riconoscere la gioia e la paura, la tristezza e la rabbia, riconoscere la noia. E’ questo che ci ende esseri umani.

Lo scrivere è quell’atto in cui si da forma alla propria anima, non per diventare buoni e neanche per diventare cattivi , lo scrivere ci fa diventare Esseri Umani, persone.

Si scrive della vita e sulla vita, si trasforma il tumulto dei vissuti in esperienza creativa.

Emozioni che ti fanno perdere la testa…ecco un altro riferimento:

Lilith perde la testa per uno sconosciuto…

Ecco l’intensità emotiva espressa da un’ altro scrittore..

 

“Portava sempre con se una bottiglia di Whisky. Diceva che beveva per andare avanti, forse per annegare i problemi che aveva in testa: la famiglia che aveva lasciato, il lavoro perso ed altre cose che lo tormentavano.

Viaggiava per sentirsi libero da questo mondo che non gli appartieneva.Iniziò a girare il mondo all'età di 35 anni, senza alcuna meta.”

 

Addomesticare la paura…dare volto alla morte, definirla, cercare di non everne paura, bonificare i suoi effetti malefici con le parole…l’atto dello scrivere

  1. Un urlo di dolore scaturì dalla sua bocca. Un sussulto, un anelito di vita e subito rimase immobile. Il suo volto finalmente si contraeva in una smorfia di terrore.

  2. Telefonai subito al 113 ma quando i soccorsi arrivarono Valente era morto e il palazzo bruciato. I soccorritori penarono tantissimo per farmi riprendere dallo shock di cui ero preda.

  3. Molto tempo dopo ritornai lì dove giacevano i resti dell’abitazione di Valente; erano rimaste solo pietre, schegge di legno e resti dei suoi vari gingilli. Della bara, e dello scheletro, non vi era più traccia.

 

 

 

…vite segnate dalle invisibili cicatrici del dolore …attraverso la scrittura si da un nome ed un volto a questo dolore…

L’intensità delle emozioni in una narrazione…

“Quando  arrivano in questura Rig fu subito arrestato per duplice omicidio ed entrò in carcere all’età di diciotto anni e  ne uscì all’età di cinquanta  e ora conduce una vita normale ma ancora con il rimorso di aver ucciso i suoi genitori.”

 

“Brooke e Violetta avevano avuto una vita difficile ma hanno trovato infine la serenità, invece Rig che aveva tutto , è destinato a un destino di infelicità a causa dei suoi errori: non conta quindi la tua origine o il tuo passato, nella vita sono più importanti le scelte.”

 

Scrivere per comprendersi e per provare a capire il senso delle scelte, scrivere per giustificarsi, per riparare, per essere accolti dagli altri cosi come siamo

 

Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorreste sapere prima di tutto dove sono nato e come è stata la mia infanzia.

Vi consiglio di leggere con attenzione tutto quello che sto per scrivere.

Vorrei che voi mi seguiste e viveste in prima persona questa esperienza con me.

 

Scrivere per provare a capirsi, per trovare motivi validi per essere se stessi: “L’obiettivo di tutto questo è, oltre a quello di trovare in voi lettori una certa fonte di sfogo e comprensione, anche quello di farvi capire che se sono la persona che sono oggi,  esiste un motivo più che valido che ora vi vado a raccontare”.

Per concludere: scrivere è estorcere un pizzico di felicità a se stessi, è farsi un punto di vista per guardare il mondo, è uscire dalla cittadella dell’ego e abitare la piazza delle relazioni.

Scrivere è questo e altro ancora!



[1] Cfr. J. BENJAMIN, Angelus Novus, (tr. it. di R. Solmi), Einaudi, Torino, 1962 e 1995, 299.

 

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